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Pettine capelli francese vintage per styling di tendenza. Storia dell'accessorio

Pettine capelli tendenza di styling vintage riaccesa da The Row. Storia dell’accessorio vintage che non passa mai di moda attraverso il costume e la spiritualità nelle culture del mondo

Non è vero che gli oggetti non parlano, anzi. Alcuni di loro raccontano storie personali e diventano preziosi narratori da riscoprire, custodire e tramandare. Se poi diventano anche oggetti del desiderio grazie alla visione attuale di un duo di designer, non c’è regalo migliore da poter fare. Quando sulla passerella di The Row sono apparsi dei maxi pettini in acetato – utilizzati da Guido Palau, il parrucchiere editoriale più richiesto al mondo – per fermare le acconciature delle modelle, il pubblico è rimasto incantato. Dal vivo e sui social, per settimane non si è parlato d’altro. Ma come fa un oggetto così ordinario ad infiammare il desiderio e tornare rilevante dopo essere stato relegato negli armadietti dei bagni per anni e anni? Sicuramente Mary-Kate e Ashley Olsen, fondatrici del brand, incarnano uno spirito minimalista che preferisce una qualità eloquente e altamente desiderabile ad un marketing rumoroso. Uno stile denominato “quiet luxury”, ossia lusso non ostentato, spesso sotteso nei piccoli dettagli di fattura che rendono estremamente preziosi capi e accessori. Il tutto viene riflesso sul prezzo di listino, sempre ben nascosto per etichetta, ma che rappresenta chiaramente la fascia di mercato in cui si posizionano il brand e i suoi competitor. In più, come tutte le it-girl, le gemelle Olsen (come le chiamavano negli anni 90) conoscono bene il valore del lusso quotidiano da vivere nella ricercatezza degli oggetti per la cura personale, magari fatti a mano e acquistati in negozi di nicchia, veri e propri luoghi di culto.

The Row SpringSummer 2026 courtesy Press Office

Dove acquistare pettini e fermagli per acconciature vintage:

Tra questi c’è sicuramente la boutique storica di Officine Universelle Buly a Parigi, in 45 rue de Saintonge nel quartiere Le Marais, un paradiso dove acquistare saponi, profumi e accessori di bellezza per capelli, viso e corpo tutti personalizzabili grazie al servizio di calligrafia del marchio, come nello store di Milano, nel quartiere Brera. L’esperienza in negozio, che sia nella boutique di Milano, Parigi o Shanghai è come un viaggio nel tempo, in un continuo dialogo tra passato e presente, in cui farsi stupire dalla cura del cliente e dai minuziosi dettagli con cui sono realizzati tutti gli accessori del brand. Il prodotto più “virale” del Natale 2024 era stato il Baume des Muses, un burrocacao naturale su cui incidere iniziali e aggiungere simboli a piacere. La stessa cosa si può fare con spazzole, pettini, accessori da viaggio.

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In America, è C.O. Bigelow a New York, nel West Village, la tappa obbligata dei pellegrinaggi beauty dove trovare accessori simili: un’antica apoteca di quartiere che, oltre a proporre fermagli e barrette, è anche una parafarmacia e un rivenditore del suo omonimo brand, apprezzato soprattutto da catene di hotellerie di lusso e distribuito in tutto il mondo.

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Pettine a denti larghi, pettine per capelli ricci, la tradizione dal french twist di Grace Kelly al multi-styling di The Row

Il pettine è fondamentale per realizzare l’acconciatura “a S”, chiamata anche “french twist”, da cui The Row ha preso ispirazione. Si usava per fermare i capelli nelle occasioni formali dove non era elegante lasciarli sciolti, come le prime a teatro, i balli delle debuttanti o i matrimoni. Lo indossavano invece nel quotidiano le dive anni ‘50 come Grace Kelly e Audrey Hepburn, poi è stato abbandonato per preferire le più dinamiche code di cavallo, ad esempio. Il ritorno dello stile raccolto morbido oggi potrebbe essere una prova di come l’estetica corrente si rifugi ancora una volta nel passato, inteso come porto sicuro e stabile, quasi un meccanismo di sopravvivenza al caos e alla distopia dell’attualità. Certo è che regalare un pettine, magari personalizzato, oltre ad essere molto chic, è anche un dono simbolico in molti Paesi del mondo.

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Cosa significa regalare un pettine? Le risposte dalla storia

Tra gli utensili più antichi rinvenuti dagli archeologi in necropoli e strutture abitative antiche, il pettine è da secoli simbolo di status e dimostrava il livello sociale della proprietaria attraverso il materiale e le decorazioni che presentava. Prima del diciannovesimo secolo, in Cina, possederne uno significava custodire un piccolo tesoro. Non è invece consigliabile regalare questo accessorio in Estremo Oriente: la parola “pettine” (kushi) ha in giapponese pronuncia simile ad altre che significano “sofferenza” e “morte”, perché connessi a miti di demoni che attraverso i capelli riuscivano ad impossessarsi delle persone. Per questo viene considerato di cattivo auspicio, come i fazzoletti bianchi o i coltelli. I pettini erano visti come un canale per poteri magici e la presenza divina, ecco perché esiste un santuario per dedicarsi al culto della divinità dei pettini in legno, nella città di Kiso, prefettura di Nagano, nel tempio di Yashiro-sha. Ma non sempre. Nella cultura giapponese esiste anche una leggenda che narra di un’incantevole fanciulla di nome O-Ruku, curò grazie all’uso di un pettine in legno i suoi terribili e apparentemente incurabili attaccchi di mal di testa, pettinandoli ogni notte di luna piena.

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L'afro pick nella pettinatura di Lupita Nyong'o

Il pettine afro, noto anche nel mondo occidentale come “pick”, vanta quasi 6000 anni di storia e veniva utilizzato anche per “descrivere” una persona (la sua tribù, la sua religione, il suo status nell’antica Africa), ma anche per rivendicare le proprie origini, un aspetto fondamentale dopo la Diaspora. Nello stato di Chhattisgarh in India, invece, i pettini sono utilizzati per il corteggiamento nuziale, e più una donna ne possiede, più si considera desiderata. Usanze a parte, riscoprire il lusso in un oggetto comune e dal valore storico è un po’ come ritrovare il maglione invernale preferito dopo il cambio di stagione: sa di casa e, sebbene ce ne fossimo per qualche mese dimenticati, dopo averlo ritrovato ci sembra imprescindibile. Meglio, quindi, trattarlo con cura e riconoscere il suo valore. E regalarlo col cuore.

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Questo articolo è stato precedentemente pubblicato sul numero di Novembre 2025 di REAFASHIONMAGAZINE Italia

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